Epidemia – Vaccini, contro l’esitazione serve una comunicazione chiara

ROMA (ats ans) – Parlare apertamente e in modo chiaro di eventuali effetti collaterali dei vaccini Covid, alcuni dei quali molto rari ma che possono generare preoccupazione come quelli legati alla bassa conta piastrinica e ai coaguli di sangue per AstraZeneca e Johnson & Johnson o di infiammazione cardiaca per Pfizer-BioNTech.

È questa la via giusta per combattere l’esitazione vaccinale, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha inserito tra le dieci minacce per la salute globale. Lo rileva uno studio della danese Aarhus University, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

Garantire un’accettazione sufficiente dei vaccini è una sfida chiave per sconfiggere la pandemia per gli esperti e il modo migliore è parlare apertamente di tutti gli aspetti, compresi quelli potenzialmente negativi come gli effetti collaterali. Secondo lo studio è importante che la comunicazione sia rassicurante ma non vaga, anche per non alimentare teorie cospiratorie.

“La ricerca – evidenzia Michael Bang Petersen, uno degli autori – mostra che non si favorisce il sostegno alla vaccinazione quando la comunicazione è rassicurante, ma vaga. Anzi, una comunicazione vaga indebolisce la fiducia nelle autorità sanitarie e alimenta teorie del complotto”.

Insieme ai colleghi, Petersen ha studiato l’effetto di diversi modi di comunicare sui vaccini. Lo studio, condotto su 13mila partecipanti, metà dei quali americani e l’altra metà danesi, indica che una comunicazione aperta favorisce il sostegno ai vaccini se descrive in modo trasparente fatti neutri e positivi.

Tuttavia, la disponibilità a essere vaccinati diminuisce quando tale comunicazione riguarda anche eventuali caratteristiche negative. “La trasparenza sulle caratteristiche negative di un vaccino crea esitazione, ma è basata sulla ragione – rileva il ricercatore – e di conseguenza le autorità sanitarie hanno ancora la possibilità di comunicare con i cittadini e spiegare loro perché potrebbe essere comunque vantaggioso effettuare il vaccino”.